Non è azzurra! E' verde! L'acqua della Croazia è verde! ...e anche molto trasparente. Che sia il mare, un fiume o un lago.

Il prato si è riempito di turisti che prendono il sole, un leggero brusìo, il rumore delle cascate a 50 metri e, dietro di me, un paio di ristoranti all'aperto. Mi godo questo momento osservando e scrivendo queste righe. Siamo al Parco Nazionale del Krka, e abbiamo fatto il bagno davanti alle cascate, dopodiché un pranzetto a base di Ćevapčići.

L'idea della vacanza in Croazia è nata pensando ai pochi giorni disponibili per il Viaggio (una settimana) e al fatto che non volevo niente di estremo per quest'anno. Altre mete possibili erano la Spagna o qualche città europea, ma in realtà l'istinto ha avuto la meglio. Come sempre, ho lasciato scorrere gli occhi sulle mappe, e dentro di me già sapevo che il desiderio di quest'anno era venire da queste parti e visitarle per bene, dopo il rapido passaggio del 2007, mentre mi dirigevo a Oriente. L'unico dubbio che mi rimane è il periodo... settembre è sempre stato incerto come meteo, ma siamo preparati a trovare anche la pioggia, speriamo bene...

 

La sveglia suona alle 8, oggi ci aspetta una lunga tirata, in modo da attraversare il nord Italia, passare velocemente il tratto in Slovenia e arrivare in Croazia, sull'isola di Krk, prima di cena.
Scendiamo in garage, ultima sistemazione dei bagagli, foto di rito e via! Si parte! Che il Viaggio abbia inizio!
La pianura padana scorre veloce, ascoltiamo musica e ogni tanto ci fermiamo a sgranchirci le gambe. Il passante di Mestre è comodo e veloce, ricordo le interminabili code in questa zona autostradale. In ogni caso siamo a settembre, è tutto scorrevole, stanno riprendendo tutti a lavorare... e noi ce ne andiamo in vacanza.. eheh.

 

Sono ormai diversi anni che non vengo a Trieste. Vivendo dalla parte opposta d'Italia, il nord est mi è sempre sembrato un posto lontano. Nonostante io sia abituato a viaggiare per lavoro, è questa la sensazione che mi viene in mente pensando a questa città. Del resto ci sono quasi 600 km, non sono proprio pochi. Qualche chilometro prima della città decido di uscire dall'autostrada e passare dalla costa, ricordo una splendida litoranea che voglio ripercorrere. La moto scivola lenta su questa strada, bellissime le scogliere, il panorama è splendido ed ecco che arriva Trieste. La attraversiamo lentamente e ci fermiamo un attimo ad ammirare la sempre splendida Piazza Unità d'Italia. L'avevo completamente dimenticata, ma ci pensa lei, con la sua bellezza, a "bloccare" il visitatore di passaggio.
Ora ci aspetta la Slovenia, voglio fare il tratto della E61, cercando di evitare quei pochi chilometri di autostrada che mi costringerebbero a comprare il bollino sloveno (nel 2007 non c'era...), ma le uniche indicazioni che trovo mi fanno puntare dritto verso il tratto autostradale! Ne esco il prima possibile, ma mi tocca comprare il bollino, il minimo di una settimana, a 7 euro e mezzo! Cazzo! Poco dopo notiamo sulla strada il bivio da prendere al ritorno, che porta a Trieste senza passare per l'autostrada, sarà meglio ricordarselo...

 

ISOLA DI KRK

La destinazione di oggi è l'isola di Krk. L'attraversamento del piccolo tratto di Slovenia è puro godimento motociclistico. Strada perfetta, curve al punto giusto e le belle e fresche colline slovene.
A 1 km dal confine con la Croazia cambiamo un po' di euro in kune, c'è un ufficio di cambio lungo la strada, in modo da essere preparati ad eventuali piccole spese. Da queste parti va benissimo la carta di credito, o anche gli euro, ma è sempre meglio avere in tasca anche moneta locale.
Alle 17 siamo in frontiera, rapido controllo ai passaporti, ed entriamo in Croazia.
Seguiamo la strada verso Rijeka (Fiume) e, dopo la discesa dal tratto montano, già ci sono i cartelli che ci indicano la strada per l'isola. Ci arriviamo dopo pochi chilometri, e attraversiamo lo spettacolare ponte che la collega alla terraferma.
La temperatura è scesa, fa freschino, l'interno dell'isola si presenta con una bassa e verde vegetazione e la stradina che la taglia in due. Ci dirigiamo al fondo dell'isola, nella cittadina di Baška, dove montiamo la tenda nell'enorme Camping Zablace, talmente grande che ci mettiamo qualche minuto per trovare la giusta entrata con la reception...

La serata la passiamo a passeggio per la cittadina, piccola e carina, che si sviluppa lungo la spiaggia. Ceniamo in un ristorantino sulla spiaggia e cominciamo a fare i conti con questa nuova lingua. Per fortuna la Croazia ha avuto un boom dal lato turistico, i camerieri riconoscono di che nazionalità sei e vengono in funzione di quello. Fantastico! Così parliamo più o meno Italiano, e si comincia con una bella cenetta di pesce e frutti di mare della Croazia! Dopodiché passeggiata sulla spiaggia e sul lungomare, che è pieno di bancarelle di souvenir. Il turismo è decisamente diminuito, si può camminare comodi, sicuramente ad agosto qui c'era il pienone.

 

SCIVOLANDO VERSO SUD

Cavolo che freddo! Sono le 7 del mattino... c'è molto vento e ogni tanto uno scroscio di pioggia. Rimango ancora un attimo steso sul mio comodissimo materassino dello spessore di un centimetro. Penso che la giornata di oggi era dedicata alla spiaggia e al mare, quindi si dovrà cambiare programma. Mi alzo, esco dalla tenda e vado a lavarmi, la moto è tutta bagnata, il prato anche. Mi vesto e faccio una passeggiata in paese a comprare la colazione da portare in tenda. Pioviggina e il cielo è grigio, decidiamo quindi di andare a sud e vedere cosa ci porta la strada, proviamo a cercare il sole...
Riattraversiamo l'isola per tornare sul continente. A pochi chilometri dal ponte facciamo un salto a vedere la cittadina di Malinska, c'è una specie di festa cittadina e uno spiraglio di sole, sembra carina.
Passiamo il ponte e stavolta il pedaggio non si paga, il casello in uscita è aperto (per entrare sull'isola si paga circa 3 euro), e ci dirigiamo a sud. Il tempo è instabile, la pioggerellina si alterna a momenti di sole pieno. La strada è curvosa al punto giusto, alla sinistra si stagliano le Alpi Dinariche, molto simili ai monti Aurunci laziali, e alla destra questo splendido Adriatico, che non sembra nemmeno un mare, dato che c'è sempre qualche isola che blocca la vista dell'orizzonte.
In ogni caso l'acqua è davvero spettacolare, di un verde smeraldo e trasparentissima, le calette sono una dopo l'altra, se facesse caldo ci si potrebbe fermare davvero ovunque per fare il bagno.
E' ora di pranzo e, oltrepassata la cittadina di Senj, approfittiamo di uno spiraglio di sole e ci fermiamo a Sveti Juraj, un paesino lungo la strada, molto piccolo, nemmeno sulla mappa (almeno la nostra mappa, cioè una fotocopia su un A4 della Croazia e della Bosnia...). Troviamo un ristorantino su un molo, attorno a noi barchette e davanti un isolotto. C'è un gatto, e cominciamo a far caso al fatto che ogni paesino o campeggio o ristorante ha il suo gatto, preferibilmente libero di andare ovunque, non insistente, e sicuramente carino.
Principessa si asciuga un po' sul molo, e anche le nostre giacche della moto approfittano di questo momento soleggiato. Si continua con le varietà di pesce e faccio conoscenza con i Ćevapčići, delle polpette di carne a forma di salsicciotto, servite con una salsina di verdure e cipolla. Hmmm, buoni...

 

 

ITALIANI? SERVE UNA CAMERA?

Continuiamo la discesa della costa dalmata, al nostro fianco scorre tutta l'isola di Pag. A una sosta, poco prima di Zadar (Zara), ci accorgiamo che sono già passate le 18, è ora di cercare un posto per fermarsi. Quindi la città di Zadar, capitale storica della Dalmazia, la evitiamo proprio. In genere le città fanno perdere parecchio tempo. La strada le passa comunque a fianco, dopodiché riprendiamo ad andare verso sud. In lontananza si vede una piccola penisola, con una bella cittadina, decidiamo di andare là. Si tratta di Biograd, stavolta provo a cercare un albergo, giusto per farmi un'idea dei prezzi. Sulla strada principale, splendidamente alberata, procedo a circa 50-60 all'ora, quando mi appare un hotel alla mia destra. Freno immediatamente per riuscire a entrare nella piazzola, ma ogni tanto dimentico che la moto è stracarica, e con noi sopra saremo intorno ai 400 kg, quindi la frenata non è delle migliori, fatto sta che mi fiondo direttamente verso una macchina parcheggiata perpendicolare alla strada, proprio all'ingresso della piazzola dell'albergo. Mi fermo a un passo dalla portiera. Il finestrino è abbassato, la signora seduta alla guida immagino che si sia fatta il segno della croce, in ogni caso per circa tre secondi i nostri occhi sono gli uni negli altri, senza dirci niente... La signora ha in mano un cartello, che per tutto il tempo della frenata non si è mosso, e che sporge dal finestrino dell'auto. Il cartello dice, in 4 lingue, che lei affitta un appartamento. Ottima scelta quella di posizionarsi davanti all'hotel, infatti, come nel più perfetto dei copioni, io mi parcheggio davanti all'hotel, scendo, vado a chiedere il prezzo, e torno con la coda tra le gambe. A questo punto entra in gioco la signora... "Italiano? Vuoi camera? 40 euro, metà dell'albergo, c'è bagno, camera e cucina"
Furrrrrba....
"No signora, non ci interessa, è troppo, e la cucina non ci serve"
"30 euro, niente cucina"
"Hmm... sono le 19... OK!"
La signora ci fa strada e dopo 500 metri arriviamo alla casetta, dove affitta 3 o 4 alloggetti. Ci sono parcheggiate due macchine di altri turisti, una della Polonia, e una della Repubblica Ceca. La chiave è nascosta ovviamente sotto il tappetino, e la cucina ce la chiude... Paghiamo e se c'è qualche problema il suo "bambino" lavora proprio lì sotto, è il meccanico dell'officina. Ora, credo che "bambino" lo abbia detto per tradurre "figlio", in ogni caso mi viene in mente il film "Lo chiamavano Trinità", con Bud Spencer e Terence Hill, in cui, appunto, Bud Spencer si chiamava "Bambino"... Così ci immaginiamo il suo "bambino" come un grosso energumeno sporco perennemente di olio motore e di grasso, con una grossa pancia e una chiave inglese da 26 in mano... eheheh...

 

PARCO NAZIONALE DEL KRKA

Finalmente il sole! Dopo la variabilità e il fresco di ieri, aprendo le tende, si scopre l'inizio di una fantastica e luminosa giornata. Ci prepariamo e rimontiamo in sella a Principessa, salutiamo il "bambino" della signora (che finalmente conosciamo, è un uomo sulla trentina, alto più di un metro e ottanta, e vestito senza dubbio da meccanico...) e ci rimettiamo in strada. Continuiamo la discesa lungo la 8, la strada costiera della Croazia, e ogni tanto incrociamo qualche motociclista. Stiamo andando al Parco Nazionale del Krka, a pochi chilometri da qui. All'altezza di Šibenik ci sono le indicazioni che mandano verso l'interno. Arriviamo poco prima delle 11, il parcheggio è ben organizzato, compriamo il biglietto (95 kune a testa, circa 13 euro), prendiamo la mappetta turistica e andiamo sull'autobus che ci porterà a Skradinski Buk, dove ci sono le cascate più belle. Il percorso dell'autobus, all'interno del Parco, è già spettacolare e dopo pochi minuti si arriva al punto di partenza del percorso a piedi. Noi evitiamo il percorso programmato, fatto tutto con passerelle di legno, che attraversa una bella zona e termina in basso davanti alle cascate. Questo percorso dura meno di un'ora, andando tranquilli. Noi scendiamo direttamente lungo la strada asfaltata, e in 10 minuti di discesa siamo davanti alle cascate, davvero spettacolari! E in questo punto è possibile fare il bagno. Lo sapevamo già, e ci siamo portati dietro i costumi. Ci introduciamo nella vegetazione e, coprendoci col telo mimetico, indossiamo il costume. C'è molta gente, ma non è ancora l'ora di punta, abbiamo fatto bene a venire subito qui. L'acqua è davvero fredda, ma ci si abitua.

Intanto arriva l'ora di pranzo, usciamo dall'acqua e cerchiamo un bel posto al sole per asciugarci. Il posto si è riempito di turisti, non sembra nemmeno settembre. Ci sono due ristorantini all'aperto, con i classici tavoloni e lunghe panche di legno. Attorno la natura è favolosa e rispettata. Piccoli corsi d'acqua (verdi...), pesci ovunque, ponticelli, pulizia, è davvero bello questo posto. Dopo pranzo stendiamo il telo mimetico in mezzo al prato e ci lasciamo scaldare dal sole. Me ne sto a guardare quello che succede attorno. Turisti di ogni età che prendono il sole o passeggiano, comitive che giocano, brusìo, il rumore delle cascate, il sole che scalda, le bancarelle di souvenir, le signore del posto che vendono i prodotti locali. E' tutto molto piacevole e rilassante.

Nel pomeriggio decidiamo di tornare al punto di partenza, dove ci aveva lasciato l'autobus, e fare il percorso a piedi. Wow! E' stato fatto davvero bene, una lunga passerella di legno che si inoltra nel Parco e crea una rete di sentieri attraverso piccoli ruscelli, vegetazione, laghetti. Si può anche visitare una vecchia casetta, che era un mulino ad acqua. All'interno fotografie e dimostrazioni dell'impianto, ricostruito e funzionante, di come si macinava il grano e si lavoravano i tessuti.

Ma adesso è ora di rimontare in sella.

"Stasera ti porto a cena in un posto spettacolare!"

 


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