13 agosto > Laayoune - Marrakech (900 km)

Di nuovo nottataccia!!! Di nuovo dissenteria, ma sento che sarà l'ultima volta, la pancia non mi fa più male...

Preparo i bagagli e scendo. Non ci posso credere! PIOVE!!! In mezzo al deserto del Sahara! E' una pioggerellina fitta come una nebbiolina, è tutto grigio, il cielo è completamente coperto. Metto una felpa perchè fa freddo e mi preparo a questa nuova avversità. Queste strade non vedono certamente acqua da un bel po', sembra di guidare sull'olio, due o tre volte la moto scoda, vado pianissimo...

La città comincia a svegliarsi, i militari, i tipi dell'ONU, cerco di rimettermi sulla Transahariana, ma è un casino, e mi perdo in periferia. Ogni tanto chiedo a qualcuno, non c'è un cartello e la visiera è tutta zozza. Ai bordi delle strade di periferia camminano i poveracci che aspettano i camion che li carica nei cassoni per andare a lavorare, probabilmente nelle miniere di fosfati, grande ricchezza di questa regione.

Dopo alcune peripezie riesco a trovare la Transahariana e arrivo al posto di blocco in uscita della città. Le guardie mi riconoscono, ci guardiamo e ci salutiamo sotto questa strana pioggia grigia. Davanti a me la striscia d'asfalto che scompare nel grigio dopo 300 metri e tutto grigio attorno. Vado piano, a 60, per la pioggia e per la benzina. Dopo un'ora ho i guanti fradici, sento le mani che sono ormai a mollo.

Verso Tarfaya si costeggia l'oceano. E' grigio e incazzato, onde enormi e lunghe che sembrano arrivare a inghiottirmi.

Scorre la strada, ogni tanto un accampamento degli uomini del deserto. Vecchie tende e l'immancabile Land Rover grigio. Stracci vecchi e strappati svolazzanti, che noi non useremmo nemmeno per pulire l'olio alla moto, sono le mura delle loro case...

E' fiabesco e irreale, il deserto bagnato, la strada bagnata, la pioggia e il grigio tutto attorno, le tende silenziose nel vento, e l'oceano grigio e gonfio d'acqua.

E' veramente faticoso, mi fermo a un distributore a mangiare dei biscotti e rifornirmi di acqua. Sono ad Akhfenir, nemmeno sulla mappa, la stessa cittadina dove mi hanno multato all'andata.

Dopo 4 ore di questa sofferenza arrivo al bivio di Tan Tan Plage e magicamente le nuvole scompaiono, per lasciare posto a un bellissimo sole caldo e un cielo limpido. Come prevedevo, mi fermo di nuovo al ristorante/campeggio "des 2 chameux", gestito dalla ragazza francese con il suo tipo. La moto è al sole, e al distributore a fianco c'è una specie di magazzino dove lavarla, ottimo! Mi tolgo l'antipioggia, la giacca e tutto ciò che ho addosso di bagnato e li metto a stendere sulla moto, per asciugarli. Vorrei asciugarmi anche le ossa... mi sento fradicio dentro...

Mangio lì fuori, ho voglia di sole, che bello! E dire che avevo previsto tutto per il caldo e invece in pieno deserto mi è servita l'antipioggia... che storia!!!

Il ragazzo mi mostra questo piccolo gioiello di abitazione che hanno messo su, carinissimo, in stile deserto ovviamente, camerette all'interno e grande cortile esterno per le tende e i camper, e anche una grande tenda in stile berbero, con all'interno un salotto per l'intrattenimento e per il tè.

Riparto che sono le 14,30, ho ancora 600 km fino a Marrakech, non so se ce la farò, ci provo.

Ora ci si allontana dall'oceano, quindi soffrirò il caldo! Passata Tan Tan (una cittadina in un'oasi), arriva il caldo, quello vero, la temperatura sale di 30 gradi in pochi minuti, ma vado avanti, tanto non ci sono posti all'ombra per riposarsi...

Verso Guelmin telefono all'angelo custode, ma non risponde. Quando mi richiamerà lui, più tardi, sarò già troppo lontano per poterci incontrare,

Risalgo l'Anti Atlante, passo Tiznit e via verso Agadir. Sono altre tre ore di inferno (questa volta per il caldo), quando ci si avvicina di nuovo alla costa e la temperatura torna mite.

Ad Agadir faccio benzina e regalo le taniche al distributore. Faccio spazio nelle borse, mi sono rotto di dormire con due taniche di benzina a fianco al letto!

Il sole è prossimo al tramonto, prendo la strada per Marrakech, si entra nel Grande Atlante, montagne di terra rossa, curve e saliscendi, camion che emettono una quantità di fumo nero inverosimile e che impregna i polmoni, tutta la strada sarà così, mentre scorrono anche i lavori per quella che sarà la nuova tratta autostradale Agadir - Marrakech, di prossima apertura.

Arriva il buio e sono ancora lontano, sembra che i chilometri non passino mai. Inoltre è pericoloso guidare di notte, le macchine in senso opposto sorpassano in maniera pericolosa, almeno 3 volte rischio un frontale... Uno l'ho proprio sfiorato, mandandolo affanculo con la mano sinistra (stava invadendo la mia corsia) gli ho sfiorato lo specchietto!!!

E' notte, ecco la periferia di Marrakech, che casino! Che traffico! Che immenso bordello! Mi sento fuori luogo, arrivando da giorni di deserto. Sono le dieci di sera, gli alberghi mi danno il due di picche perchè sono pieni, decido allora di "alzare il tiro" e provare con alberghi di una categoria superiore. Trovo quindi il "Lawrence d'Arabia", hanno la stanza e il garage, 65 euro (dopo una trattativa con la signora, impietosita e molto materna), ma va bene! Dopo una giornata del genere me lo sono meritato! E' uno spettacolo! Camera, salottino con tv al plasma, tutto in stile "mille e una notte", del resto qui è fatto tutto per i turisti... Mi preparano anche una splendida cena che mi servono direttamente in piscina!! Yeah!

Sono così stanco che quasi la testa mi cade nel piatto, addormentata... Buonanotte!

 

14 agosto > Marrakech - Algesiras (695 km)

Mattina in giro per Marrakech, ma è da ieri che ho una strana sensazione. Mi sembra di averne abbastanza di tutto questo.. un po' come quando si è appena finito di mangiare un lauto pranzo e la vista di ulteriore cibo fa venire la nausea...

Il Marocco, in fin dei conti, non mi piace... non mi piace la promiscuità eccessiva tra uomini e animali, la mancanza totale di igiene, l'amibiguità dei marocchini (alcuni ti stringono la mano e ti danno il benvenuto, mentre altri, con la stessa espressione sulla faccia, ti danno il benvenuto e ti chiedono soldi!). Inoltre qui non è un posto perduto nel passato, come poteva essere il Kurdistan (in cui comunque non mancava l'igiene). Qui si capisce benissimo che il Marocco vive nel 2008, come noi, per cui non mi so spiegare questa totale mancanza di igiene... Ovvio che nei posti "dedicati" ai turisti le cose cambiano, ma quelle sono proprio delle aree "spenna polli", niente a che vedere con il Marocco dei marocchini, un po' come la Cappadocia e la Turchia.

Voglio andare a gironzolare in Spagna, bere un bel Jack Daniels e vedere un po' di senoritas...!

Si parte! Chissà se ce la faccio in una botta sola! Autostrada fino a Casablanca (Dar El Beida), e poi verso Rabat e Tangeri.

Mi scorre davanti agli occhi un altro paesaggio, un po' più verdeggiante, i soliti ruderi a bordo strada, i bambini con gli asinelli, la sporcizia, e la gente che attraversa l'autostrada come se fosse il vialetto di casa...

A Tangeri riprendo la nuova autostrada verso Ksar Sghir, e da lì verso Ceuta (Sebta). Che spettacolo! E' il tramonto, l'aria è limpida, dall'alto di questa montagna vedo la costa africana e la costa europea che si fronteggiano, due continenti vicinissimi e lontani anni luce...

Arrivo alla frontiera, questa volta sono da solo. Mi fermo un attimo distante per prepararmi psicologicamente al panico più totale, e per prendere dalla borsa i documenti della moto. Arrivano subito tre o quattro "loschi individui", vogliono darmi aiuto per passare in cambio di denaro. Stavolta sono più scaltro, il mio "No!" è secco, non insistono... Pronti, via! Mi infilo nell'inferno! File di auto a cazzo, gente a piedi, militari, clacson, motori accesi, caldo, caldo, caldo. Mi infilo tra le auto più che posso, vedo a destra il primo banchetto che serve a riconsegnare il foglietto verde preso all'ingresso, quella per la moto (guai a perderlo!). Gli arrivo a fianco e glielo passo, sto agendo con molta arroganza, ma nessuno mi dice niente... Via il foglietto verde, mi rimane il bianco timbrato e via, la moto è a posto, ora tocca a me, devo farmi timbrare il passaporto in uscita. Ci sono gli sportelli a destra, lungo il muro, c'è un sacco di gente, sono già le sette di sera, non ho mangiato, ho caldo... Chiamo uno dei loschi individui e gli faccio vedere gli ultimi dirham che ho nel portafoglio (meno di 40, cioè nemmeno 4 euro). Prendere o lasciare. Prende! Glieli passo nella mano, prendo la fiche, la compilo e gliela do insieme al passaporto. Lo vedo passare la fila, e darli sottobanco a un gendarme. Cinque minuti, non li perdo d'occhio, e torna indietro. Tutto ok! Passaporto con timbro di uscita! Lo ringrazio e comincio lo slalom tra le macchine verso il controllo militare.
Finalmente oltrepasso il lato marocchino, tocca alla Spagna (Ceuta è già Spagna), dovrei fare in fretta, e dopo un altro quarto d'ora sono a Ceuta!

Faccio il pieno di benzina (costa meno di un euro qui), finalmente con la carta di credito, e mi fiondo al porto. Prima dell'imbarco entro in una agenzia a caso. Entro e faccio il biglietto. Via! All'imbarco! Mi infilo più avanti che posso, ma è tutto inutile, ci sono dei ritardi, salirò poi sulla nave dopo oltre un'ora...

Ho sonno, non ho un euro e non ho mangiato... Alla dieci la nave è ancora ferma! La vedo dura anche oggi... Alla fine parte, moooolto traballante, la gente soffre un po', rimango seduto al tavolo del bar con gli occhi stanchi negli occhi stanchi della ragazza di fronte a me. Speriamo che Principessa sia al sicuro nella stiva, la nave balla veramente...

Arrivo a mezzanotte ad Algesiras! Vedo l'albergo davanti al porto, chiedo, vuole 128 euro per una tripla (non ha altro) vaffanculo, non ci penso nemmeno... Mi metto in marcia verso Tarifa, mi avevano detto che ci sono dei camping e alberghetti lungo la strada. Il percorso è veramente buio, una bella strada costiera, illuminata solo dalla luna, c'è abbastanza traffico, e mi accorgo di avere la luce di posizione posteriore bruciata, quindi sono completamente invisibile per le auto che giungono da dietro. Quando ne vedo arrivare una dallo specchietto, cerco di farmi vedere premendo leggermente il freno. Lungo la costa sabbiosa vedo che ci sono dei locali, mi fermo in uno che ha anche l'insegna di un campeggio, non ho la tenda, spero che abbiano almeno un ripostiglio dove potermi buttare a dormire... E' buio pesto, faccio lo sterratino che conduce all'ingresso e mi parcheggio davanti al dehor. E' davvero un bel posticino, tavolini con candele, luci calde, tutto pulito, un sacco di coppiette e gruppetti di ragazzi ben vestiti... Io, invece, sono vestito di pelle nera e non sono il massimo della pulizia, dopo una giornata come questa... Entro dentro, vedo una bella ragazza che serve ai tavoli e le chiedo se si può dormire qui (in inglese). Lei va da un'altra ragazza (che immagino sia il capo), le vedo confabulare, dopodichè si avvicinano a me per parlare. Mi dicono (in inglese) che non c'è più posto, gli dico che sto arrivando da Marrakech e prima ancora da Dakhla, la tipa mi dice che se ho una tenda mi fanno mettere sul retro del locale che ha un cortile. Cercano molto di aiutarmi, e si mettono a parlare tra loro per una soluzione... in Italiano!!! Le tipe sono due italiane! Cazzo! Stavamo comunicando finora in inglese! Eh eh! Che storia! Gli dico che sono italiano e comunichiamo meglio! Comunque niente da fare, non ho la tenda, e stanzette non ce ne sono, le vedo dispiaciute di non potermi aiutare, anche perchè domani è ferragosto, la zona è molto turistica, sarà dura trovare una stanza libera in un albergo. In ogni caso la cameriera è troppo bella, inoltre dai suoi sguardi mi rendo conto che non le dispiacerebbe se stessi ancora un po' lì. Cerrrrrto! Non ho ancora mangiato, è notte, sono stanco e sporco, arrivo da Marrakech, non ho un euro in tasca, non ho la più pallida idea di dove passare la notte... ma chi se ne frega! Mi siedo fuori, un po' distante dalla clientela così "raffinata", non mi sento a mio agio. La tipa mi offre un margarita (finalmente un alcolico!!!) e mi racconta cosa ci fa qui: sono due ragazze di Roma, gestiscono questo locale, lo hanno fatto davvero molto bello. Rimango una mezz'oretta lì, mi rilasso davvero. Ma adesso devo trovare una soluzione per la notte. Le dico che devo riprovare ad Algesiras, è l'unica cittadina un po' grandicella dove ho qualche possibilità di pernotto. Mi chiede se domattina torno a fare colazione lì da loro. Ok!

Riparto, torno verso Algesiras, torno davanti al porto, lungo la strada gli albeghetti mi danno il due di picche. Davanti al porto, in un angolo, vedo un'altra insegna di hotel, proviamo di nuovo, è l'una e mezza passata. Il tipo alla reception mi dice che ha una tripla, ma non può darmela perchè sono solo. Gli dico che a questo punto non me ne frega niente, pago la tripla, vuole 65 euro, è troppo, gli chiedo uno sconto, dato che siamo in mezzo alla notte e andrò via dopo poche ore. Mi fa 48 euro. Accetto! A fianco c'è un bancomat, finalmente ritiro un po' di euro, salgo in stanza e mangio gli ultimi 5 tarallucci che mi sono rimasti... ecco la mia cena.

Sono in Spagna, non so cosa farò domani, ma sento che la grande avventura è finita, da domani si viaggia in stile vacanza, tutta un'altra storia.

Buonanotte...

 

15 Agosto > Algesiras - Villafranca de los Barros (417 km)

Parto verso le dieci, vado di nuovo verso Tarifa passando a salutare le ragazze del locale, bella costa turistica, sembra di essere tra Gaeta e Sperlonga.

Arrivo a Tarifa e mi dirigo verso il castello, la punta più a sud d'Europa. Un corridoio tra due spiagge e due acque: il Mediterraneo a sinistra e l'Atlantico a destra. I cartelli a fondo strada lo confermano. Incontro dei ragazzi di Torino.

Riparto in direzione Cadiz, anche questa è una bella cittadina, queste zone sono affollatissime, ma è tutto bello, pulito e in ordine. Mi fermo in un internet cafè per madare un po' di messaggi, dopodichè vado a pranzare.

Quindi mi avvio verso nord, verso Siviglia (Sevilla), superstrada mista ad autostrada. Che bella Sevilla! Inoltre è praticamente deserta, è ferragosto, la gente sarà sicuramente al mare, però ci sono molti turisti che passeggiano in centro. Mi fermo a rilassarmi nel dehor di un bar.

Ho molto sonno, viaggio a 80 all'ora, rilassato, ascoltando musica.

Dopo Sevilla il paesaggio cambia un po', leggermente collinoso, sono nella regione dell'Extremadura. Oggi voglio fermarmi presto, così faccio un po' di manutenzione alla moto, e comunque devo riposare.

A 50 km da Mèrida mi infilo in una cittadina, Villafranca de los Barros, e trovo una locanda/affittacamere lungo la strada. Mi fa mettere la moto sul retro, un bel cortile chiuso da un cancello, con la stanza a 20 euro. Sono le 18 e c'è il giusto sole con la giusta temperatura, cittadina tranquilla e rilassante. Questi posti hanno quello che serve, locanda, camere, doccia, bar, ottimo posto per una sosta.
Svuoto di nuovo il filtro aria dalla sabbia dell'Africa e ne trovo comunque ancora ovunque. Ma tanto appena torno a casa smonterò la mia bella Principessa e la riporterò a nuovo.

 

16 Agosto > Villafranca de los Barros - Pancorbo (657 km)

Oggi voglio gironzolare tranquillo e beato per la Spagna, magari faccio un salto in Portogallo, chi lo sa...

Intanto parto, si vedrà... Mi avvio verso nord, direzione Caceres, e più di una volta vedo i cartelli per deviare verso il Portogallo... non so, magari ci andrò in futuro, per ora mi piace stare in Spagna, forse ci andrò in un prossimo viaggio. Le strade sono molto belle da queste parti, poco traffico, ottimo clima e bei paesaggi.

La cartina che ho della Spagna è in realtà semplicemente una fotocopia su A4 di una mappetta trovata su internet, quindi si leggono a malapena solo i nomi delle città maggiori... del resto non avevo preventivato di passare di qui, boh.. decido di andare a nord, voglio arrivare al golfo di Biscaglia, quindi a San Sebastian.

Intanto visito le città che incontro lungo la strada, Salamanca, Valladolid, riuscendo a dare il giusto tempo ad ognuna di esse.

Oltrepasso Burgos e decido di cercare un alberghetto, vedo che lungo la strada ce ne sono diversi, sono per lo più alberghetti per camionisti con a fianco un night club, inoltre è da un paio d'ore che ha preso a piovigginare a tratti, quindi sto viaggiando con l'antipioggia, anche perchè appena me la tolgo ricomincia a piovere...

Sono nella regione della Castiglia Vecchia, e trovo un alberghetto lungo la strada a Pancorbo, pochi km a nordovest di Burgos. 35 euro per la stanza e c'è un capannone dove mettere la moto.


17 Agosto > Pancorbo - Moncalieri (1.517 Km)

Pioviggina... che palle... anche se a sprazzi torna il sole parto con l'antipioggia, ma dopo un po' decido di toglierlo per il caldo. Voglio andare a Pamplona, visitare questa città famosa per la corsa dei tori nelle strade.

Ci arrivo all'ora di pranzo, niente di meglio che approfittarne per trovare un localino da quelle parti. Pamplona è veramente carina, ma del resto non ho ancora visto una città spagnola che non sia bella, pulita e accogliente. Passeggio per il centro, c'è poca gente in giro, quasi tutti turisti con macchina fotografica a tracolla. Lascio la moto in una viuzza e faccio il turista anche io...

Dopo pranzo riprendo la strada per San Sebastian, entro quindi nella regione autonoma dei Paesi Baschi, dove addirittura si parla anche un'altra lingua, il Basco, insieme ovviamente allo Spagnolo, e anche i cartelli sono bilingue.

San Sebastian è un'altra bella città, mi sento un pochino a casa, perchè nella zona fluviale, sui ponti, mi sembra molto simile a Torino. Ed ecco l'oceano, il golfo di Biscaglia, mi fa strano aver visto pochi giorni prima lo stesso oceano lambire la costa africana al tropico...

Riprendo la strada e attraverso il confine. Una splendida biondina francese, al casello, con il suo sorriso mi dà il benvenuto in Francia.

Seguendo l'autostrada attraverso la regione dei Pirenei, che si stagliano verdi alla mia destra e torna la pioggerellina e il freddo. Calcolo a grandi linee che dovrei arrivare a Tolosa per il tramonto, ormai non ho più cartine stradali.

Lungo l'autostrada, passata la città di Pau, vedo l'uscita che porta a Lourdes, e mi viene in mente di andarci. Mi inoltro quindi in questi piovosi Pirenei, che non mi affascinano granchè, sembrano la valle di Susa a ovest di Torino, niente di che...

Ancora fuori da Lourdes c'è un traffico pazzesco, una massa di automobili e camper di pellegrini e turisti, in effetti leggo nelle affissioni sui muri che è il 150esimo anniversario della prima apparizione della Madonna. Non sono religioso, sono qui per conoscere però questo posto così importante nella storia europea. Prima di entrare nella cittadina vado a visitare le grotte di Lestelle-Bètharram. In realtà non sapevo nemmeno che esistessero, però mi ero perso(...) e dato che me le sono trovate davanti.. eheh! Vabbè, poco dopo riesco a entrare in Lourdes, senza la moto sarebbe stato impossibile, ci sono chilometri di macchine parcheggiate e gente a piedi che va verso il santuario. Mi fermo nella via del santuario, la scambio per Rimini in alta stagione (dati il numero pazzesco di hotel/pizzerie/bar/localini) decido che c'è davvero troppa gente e mi fermo lì, in piazzetta, a fare merenda. Compro al negozio un po' di meringhe e me le mangio sulla moto, osservando il viavai di pellegrini.

Riparto, scendo dai Pirenei e riprendo l'autostrada, poco prima di Tolosa le nuvole e la pioggerellina spariscono del tutto, lasciando il posto ad uno straordinario, luminoso e caldo tramonto. Mi fermo in un autogrill, noto con piacere che c'è ancora molta luce, nonostante siano passate le 19 e mi prende una strana idea... Dato che non ho la cartina della Francia, faccio uno strano collegamento logico di questo tipo: "sono in Francia, la Francia è attaccata a Torino, c'è ancora luce, forse non ci sono troppi chilometri fino a casa, mi sa che ce le faccio". Preso dall'eccitazione che dà la luce solare decido che faccio un tiro fino a casa! Quello che non avevo preso in considerazione, però, era che fino a lì avevo già fatto più di 700 km e in realtà fino a Torino ne mancavano ancora 850!!!!

Via! Tanto non sapendolo non vengo preso da logiche dissuasive, e riprendo l'autostrada, convinto di essere a Torino in 5 o 6 ore.

Tengo una buona media, lungo la strada però il sole alle mie spalle se ne va e arriva il buio e il freddo. Inoltre, il fatto di essere in sella dalle 9 di stamattina, fa in modo che il corpo non riesca più ad equlibrare il calore corporeo, per via della stanchezza. Decido di fare una sosta per indossare i vestiti termici. Prendo anche da bere, ma faccio la gran cazzata, per abitudine, di prendere un Gatorade FREDDO, invece di bere qualcosa di caldo, cosicchè appena fuori dall'autogrill, verso la moto, mi comincia una strana tremarella, sento il corpo che ha freddo dall'interno! come se non bastasse, davanti alla moto ci sono dei camperisti italiani, che mi aspettavano, avendo letto sul parabrezza il viaggio che avevo fatto. In mezzo a complimenti e richieste di racconti cerco di nascondere la tremarella gesticolando e muovendomi, e mi sento un perfetto coglione! Ahahaha!!! Insomma, riparto che ho un freddo cane, ma per fortuna non dura molto, complice il vestito termico riesco a rilassarmi nuovamente.

Il relax dura poco, perchè intorno a mezzanotte e mezza leggo finalmente un cartello stradale che indica le distanze e, con immenso stupore misto a "chi cazzo me lo ha fatto fare!" vedo che mancano 225 km a Nizza!!! Cazzo!!! Nizza è al confine e da lì a Torino sono ancora due ore e mezza! Porca puttana, non arrivo piùùùùùù!!!!

Questi pensieri disfattisti mi occupano la mente nel momento meno adatto: infatti sta per arrivare l'unico bivio autostradale presente in questa tratta, se mi sbaglio finisco a Marsiglia e allungo alla grande. Per la legge di Murphy, arrivo al bivio a 140 all'ora, e vado dritto SENZA AVER LETTO LA DIREZIONE!!! Cazzo! Cazzo! Cazzo! Potrei essere sulla strada giusta, ma anche su quella sbagliata, attorno è buio, non ci sono paesini, e il cellulare si è scaricato! (dato che non mi sono fermato per la notte...). Insomma, senza cartina e con la geografia mentale con un buco nero riguardo a questa zona, decido di uscire alla prima uscita, tornare indietro, e rientrare prima del bivio! Tra il buio più assurdo di queste piccole statali riesco nell'impresa, ma perdo una buona mezz'ora! Quando arrivo nuovamente al bivio autostradale leggo bene i cartelli, prendo per Aix en Provence e mi accorgo che prima ERO SULLA STRADA GIUSTA! Ah ah! Ci scommettevo! Non posso far altro che farmi una bella risata!

Accelero alla grande, viaggio intorno a 140, becco una bella flashata di un autovelox, anche se però il flash è davanti a me, lo vedo chiaramente, quindi la foto l'hanno fatta dal davanti, dove non ho la targa.. ehehehe!

Riesco a tenere una buona media, entro in Italia e mi scaldo al primo autogrill. Ormai la strada la conosco bene ma devo fermarmi spesso perchè il mio corpo non ce la fa proprio più, sto tremando di nuovo mentre viaggio e tra poco dovrò passare l'appennino ligure verso il Piemonte, quindi si abbasseranno ancora le temperature...

Indosso anche l'antipioggia per proteggermi dal vento e dopo un paio d'ore vedo finalmente le luci di Torino.

Arrivo intorno alle 4 e mezza, dopo 1.517 km fatti in 20 ore, ma rimango a casa solo questa notte, non mi metto nemmeno a disfare la valigia, domani torno in Liguria a finire le vacanze e a tirare le somme di questa nuova avventura!

Reef

 

P.S.: tornato a casa, ho finalmente smontato la moto per pulirla... ed ecco come era ridotto il carburatore dopo il viaggio transahariano... ehehe!


Torna alla pagina del viaggio <<<