8 agosto > Agadir - Laayoune (644 km)

Parto da Agadir verso le 9, la destinazione di oggi sarà Laayoune, in pieno deserto. Laayoune è la capitale "ufficiosa" del Sahara Occidentale, al tempo del Sahara Spagnolo si chiamava El Aiun, ma i marocchini le cambiarono il nome (rendendolo più "francese") dopo l'invasione e l'occupazione.

Prendo la strada per Tiznit e poi continuo sulla N1 verso Guelmin (o Guelmim, o Guelmine). Potrei fare la strada costiera che passa da Sidi Ifni, che a detta di molti è una bella cittadina di mare. Invece decido di infilarmi nei monti dell'Anti Atlante. E forse sbaglio, perchè nonappena ci si allontana un po' dalla costa la temperatura sale di colpo a 42 gradi, e si viaggia di nuovo con il vento caldo addosso.

A Guelmin dovrò cominciare ad affrontare il problema della benzina, forse è il caso di riempire le taniche che ho nelle borse laterali. Però, quando arrivo nella cittadina, in due distributori la benzina non c'è..., e da qui in poi sarà difficile trovarla, dato che la maggior parte dei veicoli che percorrono il sahara sono camion che vanno a gasolio. Riesco anche ad avere una discussione con due tipi, ma sentendo in mezzo al mio francese delle parolacce in Italiano, arriva l'angelo custode (ce n'è sempre uno, in ogni viaggio): un signore marocchino - italiano delle Marche, tornato qui in vacanza. E' al bar con degli amici, mi invita al tavolo e mi offre di farmi strada con la macchina fino al distributore che ha benzina. Vengono anche i suoi amici, sono curiosi riguardo il mio viaggio. Uno è un camionista che percorre spesso la Transahariana, quindi mi indica dove troverò benzina e tutti mi consigliano di partire di lì con le taniche piene. Mi lasciano un numero di cellulare e un numero fisso per chiamarli in caso di problemi, anche fino a Dakhla, dato che suo cognato vive a Boujdour, circa 400 km prima di Dakhla. Sono gentilissimi, vogliono dimostrarmi che la gente di Guelmin è ospitale, e gli credo, a parte quell'inconveniente con quei due coglioni ho sempre trovato ospitalità e gentilezza.

Serbatoio e taniche piene, si parte verso Tan Tan. Sono ufficialmente entrato nel deserto del Sahara, dato che Guelmin è chiamata "la porta del Sahara".

Che spettacolo di territorio, non credo si possa descrivere, realmente non ci riesco, si può solo viaggiare su questa strada che lo attraversa, e lasciarsi rapire da questo immenso nulla.

Sulla strada cominciano i check point. Consegno le fiches pre-compilate, e dopo due chiacchiere riparto. Il vento è veramente forte, mi rendo conto che le distanze devono essere calcolate in modo diverso. Non posso superare gli 80 perchè rischio di andare a terra!
Alle porte di Tan Tan Plage, al bivio, mi fermo al ristorante "Des deux chameaux", gestito da una ragazza francese, mangio qualcosa per affrontare il deserto vero, che arriva adesso!

In effetti è da qui che si comincia a fare fatica. Le dune sono bellissime, ma il forte vento laterale crea delle nebbie di sabbia e sulla strada sembra che scorra veloce un leggero fiume di sabbia, in alcuni punti non si vede quasi l'asfalto, ma una continuazione di sabbia in movimento.

L'oceano a destra è veramente maestoso, le onde sono lunghissime e enormi, passo attimi di eccitazione e attimi di paura, vedendo l'enormità dell'oceano e il deserto tutto attorno, è come una sensazione di impotenza, mentre le raffiche continuano a lanciare la moto fuori strada!
Ho chiuso la visiera (rotta!)e ho la bandana, sono coperto, ma la sabbia è veramente fine e riesce a penetrare ovunque, la sento in faccia, negli occhi, e sicuramente nel filtro dell'aria...! Il sole non si vede più, una enorme nebbia di umidità dell'oceano lo copre, mentre mi avvicino a Tarfaya.

Ci arrivo stanco e ho ancora 100 km per arrivare a Laayoune. Per fortuna la tempesta di sabbia finisce per un po', un attimo di tregua... A Tarfaya ci si trova esattamente davanti alle isole Canarie, per l'esattezza Fuerteventura è proprio lì davanti, a solo 100 km di oceano, e so che c'è un traghetto che fa quella tratta. Sarebbe una figata andare alle Canarie in moto! Eh eh! Però, vedendo la furia dell'oceano, la voglia mi passa subito...

C'è un distributore a un bivio, niente benzina, ma non importa, anche se sarò in riserva tra poco, ho le taniche piene e voglio arrivare a Laayoune prima che faccia buio.

Proseguo. Entrando in un paesino non vedo il limite dei 40 km/h e mi fiondo a 110 tra le braccia della polizia che mi aspettava calorosamente. Al loro cenno di stop riesco anche a fare una tamarrata non voluta, dato che la sabbia è penetrata un po' ovunque, anche il pedale del freno posteriore mi si blocca mentre freno, cosicchè gli arrivo davanti facendo anche una bella sgommata!!! Stavolta le chiacchiere italiane non servono! Mi hanno beccato con radar e telecamera! Prendo una multa di circa 35 euro per eccesso di velocità! In pieno deserto del Sahara! Ah Ah! non ci posso credere...

Arrivo a Laayoune dopo aver passato delle belle oasi lungo la strada. Che città! Inquietante! A parte l'aspetto in sè, molto Africa sahariana, ma è pieno di militari, caserme e mezzi dell'ONU. Vado a passo d'uomo tra la gente, che adesso è diversa da prima, silenziosa, sommessa... La città è in mezzo alle dune ed è spazzata da un fortissimo e costante vento sabbioso. Non tira una buona aria, è meglio non ficcarsi nei casini qui. Chiedo a un militare di consigliarmi un albergo e ci arrivo subito. Ci sono dei mezzi dell'ONU che sostano davanti e dentro. Prendo la stanza. Le borse sono completamente insabbiate, la sabbia si è infilata ovunque, porto tutto in camera, anche le preziose taniche con la benzina. Mi cambio e mi lavo, trovo sabbia perfino all'interno dei calzini!!!
Vado a mangiare in un postaccio, provo a fare un giro, ma lì intorno il militare mi obbliga ad accettare un soldato per farmi da scorta, dato che è passato il tramonto, devo solo andare a comprare le sigarette, vabbè... appena comprate ne offro una alla mia "guida"...

Davvero uno strano posto... si respira un'aria strana, a cominciare dal touareg che mi ferma mentre scaricavo le borse al mio arrivo. Ovviamente vede che sono un turista e vede la targa italiana sul parabrezza. Mi parla fieramente nel suo spagnolo e mi racconta del modo in cui gli hanno invaso la sua terra, la sua casa, il fatto che senza una patria non è più nulla... Mi dice fieramente "Bienvenido!". Sull'ingresso, un tipo dell'ONU segue la scena, si avvicina verso il suo fuoristrada bianco squadrandomi, gli dico "Ciao", mi risponde "Ciao" con accento americano...

Dopo cena torno in camera, mi sa tanto che qui non troverò vita notturna... e comunque domani dovrò affrontare il tratto da Boujdour a Dakhla, quasi 400 km senza niente, probabilmente solo 3 villaggi di pescatori, e ovviamente niente distributori...


9 agosto > Laayoune - Dakhla (537 km)

Partenza da Laayoune, sempre intorno alle 9, fa freschino, mi dirigo verso l'uscita della città, direzione Boujdour. Oggi ci sarà il problema della benzina, ma faccio affidamento sulle taniche piene che ho nelle borse.
Fino a Boujdour ci sono 200 km, quindi sono tranquillo, ma in ogni caso se dovessi trovare dei distributori farò sempre il pieno. In effetti i distributori ci sono, ne passo un paio, ma non hanno benzina, solo gasolio, da queste parti c'è solo una pompa per la benzina, le restanti sono gasolio, dato che su questa strada passano in prevalenza camion che vanno a Dakhla o in Mauritania.
Mi fermo per uno spuntino, fa proprio freddo, mangio dei biscotti confezionati che ho comprato in precedenza, se le città hanno condizioni igieniche pari a 4, nei paesini l'igiene è zero, e non mi viene proprio voglia di mangiare in questi posti.

A Boujdour faccio il pieno, e decido di viaggiare a 80-90, non di più, in modo da consumare poco. Il vento tira sempre da nord a sud. Viaggiando quindi col vento in poppa, a circa 80 km/h, sembra che l'aria sia ferma, alzo il braccio e rimane lì, non viene tirato indietro. Un bel problema per la mia moto, dato che è raffreddata ad aria... Il panico, però, è quando la strada gira, anche di poco, diventa un forte vento laterale, che costringe a sprecare molte energie per rimanere in strada.

Incontro diversi check point, tutti in corrispondenza di mini-villaggi di 4 case che sono sul percorso. I gendarmi mi fermano sempre per segnare il mio passaggio, io ho già le fiches pre-compilate, e consegno quelle.

Il limite di velocità, sulla Transahariana, è 100 km/h, mentre nei paesini c'è il limite di 60 o 40.

La strada continua deserta (ovviamente...) e mi accorgo di essere a meno di 80 km da Dakhla e non aver ancora girato il rubinetto sulla riserva. Arrivo al bivio della penisola di Dakhla (una lingua di sabbia nell'oceano) proprio durante una tempesta di sabbia. Passo il check point, e vado al distributore. Dall'ultimo a qui ho fatto 308 km, senza usare le taniche! Ottimo! Merito soprattutto del vento a favore. La tempesta di sabbia è pazzesca, in piccoli momenti di tregua riesco a tirare fuori la fotocamera per filmare qualcosa. Guido verso Dakhla che quasi non vedo niente, sono attaccato al manubrio e nascosto dietro al parabrezza, a neanche 60 all'ora il vento sabbioso mi lancia a destra e a sinistra! Le Land Rover dei touareg che mi passano mi si accostano per incitarmi, cercano di starmi vicino per proteggermi dal vento, ma è troppo pericoloso, alcune raffiche improvvise mi scagliano proprio contro di loro! C'è un pochetto di traffico in più, dato che ci si avvicina a Dakhla, diciamo 3 o 4 veicoli, ma nessuno prova a superarmi, sono veramente un ramoscello al vento con la mia moto!!! Ma non voglio fermarmi!!! Mi sento carico e dai veicoli mi fanno il cenno del pollice alzato!!! Voglio farcela!! Sto mangiando sabbia, a un certo punto si stacca la visiera e i granelli di sabbia sembrano mille aghi che si conficcano nella pelle!!!

Finalmente, in cima alla strada, tutto si calma improvvisamente, decido di fermarmi a bordo strada, sono esausto, i veicoli mi sorpassano applaudendo e sorridendo, voglio solo arrivare là, cento metri più avanti, sulla cima di questa "collina" di sabbia... e si apre davanti a me un orizzonte sereno e fiabesco! La laguna di Dakhla! Sono arrivato in paradiso! E' indescrivibile, mi vengono le lacrime... la laguna celeste in mezzo a una "spiaggia" infinita, battuta dal vento, le dune tutte attorno e i kite surf nel cielo della laguna.

Ma a Dakhla mancano ancora 30 km, e quando si ridiscende ricomincia la tempesta di sabbia! Devo dire che guidarci dentro è parecchio difficile, ma altrettanto divertente e rock n roll !!!!

Arrivo alle porte di Dakhla, annunciata dagli accampamenti berberi fuori dalla città, e dai campeggi un po' "no global" dove si riproducono i moderni figli dei fiori europei (francesi, finlandesi, ecc...)

Cerco il Sahara Regency, l'hotel che avevo visto su internet prima di partire e lo trovo quasi subito, dato che è l'unico albergo a 4 stelle e comunque è sulla via principale. La tipa alla reception è gentile, materna e serena, proprio come immaginavo le donne africane. Ha i tratti e i vestiti Mauri, in effetti qui era Mauritania fino a 20 anni fa. L'albergo costa caro per la zona, ma per i canoni nostri è poco meno di un 3 stelle in bassa stagione. E comunque voglio riposarmi qui, c'è la piscina sul tetto, molta cordialità e soprattutto igiene e pulizia.

Faccio subito un giro ed entro in un internet cafè, che da queste parti si chiamano Cyber, poco più che una stanza con vecchi computer con floppy disc. La connessione va e viene ed è molto più lenta dei nostri vecchi 56k.

Questa cittadina non ha "odori", come le altre città del Marocco, inoltre è relativamente nuova e sufficientemente pulita, e anche Laayoune era così. Si capisce chiaramente, anche dai diversi tipi di gente che si incontra, che qui non è più Marocco, sebbene continuino a tenere occupata militarmente la zona.

Al ritorno in albergo incontro una comitiva di ragazzi e ragazze italiani, sui 25-28 anni, di Lodi, viaggiano su 3 fuoristrada, e girando il Marocco si sono spinti fino a qui.

Vado a cenare e decido di riposarmi un po', sono proprio stanco, ormai ho fatto quasi 4500 km, e domani andrò al tropico.

 

10 agosto > Dakhla - tropico - Dakhla (207 km)

Che nottata! Durante la notte mi sveglio con un forte mal di pancia che mi obbliga a correre in bagno. Penso di rimettermi a letto ma non c'è storia... Ho proprio qualcosa che non va, dissenteria fino al mattino! Prendo un Imodium, ma non fa praticamente effetto...

Verso le 10 mi sento disidratato e stanco, prendo un Polase e bevo molta acqua. Ho mangiato un pezzo di pane e marmellata per apportare un po' di zuccheri.

Il morale va giù! Cazzo! Sono in mezzo al deserto, lontano da casa, e domani devo ripercorrere il deserto all'indietro!

Verso mezzogiorno mi sento un po' meglio, decido che devo andare al tropico e arrivare quindi alla mia destinazione. Salgo in moto e ripercorro la laguna, torno sulla Transahariana e mi dirigo a sud. C'è un paesino, si chiama El Argoub, in realtà 4 blocchi di casettine fatiscenti a bordo strada, con una immensa sporcizia. Il tropico è a circa 15 km a sud di qui. Sulla strada incontro i cartelli di "Pericolo Mine!", è meglio non uscire dalla strada asfaltata... eh eh!

Arrivo finalmente al tropico, un piccolo cartello a bordo strada che quasi non vedevo. Ma ci sono arrivato! Con la mia moto! Faccio qualche foto senza uscire dalla strada e poi torno indietro.

Ancora vento forte, il mal di pancia adesso è accompagnato da senso di ossa rotte e gola che brucia, quei maledetti sintomi che preannunciano una influenza! Cazzo! Arrivo in albergo con la febbre e mi sento veramente a pezzi! Il morale è sotto terra, non riesco ad avere pensieri positivi, mi sento solo, lontano e demotivato!
Prendo un antinfluenzale e comincio a sudare. Mi sparo una gran dose di Iron Maiden nelle orecchie per generare adrenalina e alzarmi un po' il morale, chiedo coraggio tramite SMS agli amici che seguono il mio viaggio, e che prontamente rispondono.
Non so se domani partire oppure no... non lo so... non lo so... cazzo! Non posso riaffrontare il deserto in queste condizioni, c'è troppa distanza con il nulla attorno! Dovrei arrivare a Laayoune, ma 600 km sono troppi, contando che sto male. E poi c'è il deserto, il vento contrario, e il rischio di mancanza di benzina...!

Ho pensieri negativi, mi sono troppo dedicato alla "salute" della moto e ai problemi di benzina, tralasciando così le più elementari precauzioni di salute personale, come tenere le mani sempre pulite e non sottovalutare il vento (per la gola).

Cena in albergo e mi rimetto in camera. Va un po' meglio, si alternano momenti di coraggio (per partire) e di ansia (per la distanza). Spero di riuscire a dormire...

 

11 Agosto > Dakhla (0 km)

Mi sveglio alle 8. Apro le tende, il sole è basso sul deserto del sahara. C'è silenzio, aria pulita e fredda, la cittadina non si è ancora svegliata del tutto.

non so cosa fare... non so cosa fare... non so cosa fare...

Non mi sento bene, ancora dissenteria, le mani e la fronte le sento calde. Ma forse ce la faccio, ce la posso fare... Raccolgo le cose, preparo le valigie, provo di nuovo a prelevare al bancomat, ma ancora senza successo, la connessione è ancora sballata.

All'apertura della banca vado a cambiare gli ultimi 110 euro che tenevo nel portafoglio di riserva. Tornando a nord mi serviranno per forza i contanti in dirham.

L'aria è fredda, penso che non va bene, fa pure troppo freddo. Se peggioro a Laayoune sono cazzi, quella cittadina non mi è piaciuta, almeno qui è un luogo turistico, ho la farmacia qui dietro, e poi se mi rimetto in sesto posso pensare di macinare più chilometri il giorno dopo.

Sto per chiedere il conto, ma all'ultimo secondo dico alla tipa che vorrei stare anche oggi... Lei accetta e vado a pagare anche il garage un giorno in più.

E' meglio così, se proprio devo stare fermo un giorno, almeno Dakhla è un bel posto. Il fatto è che mi deve risalire il morale e l'autodeterminazione, troppo proporzionali alla salute fisica.

Nel pomeriggio mi sento quasi bene, mi intrattengo a chiacchierare in strada, conosco i turisti, insomma faccio il turista anche io, stavolta con le giuste precauzioni per il vento, qui sempre presente.

 

Penso che la salute fisica è veramente importante, soprattutto viaggiando da soli. Stando male è difficile rimanere positivi e determinati, non c'è nessuno a fianco che può darti coraggio, deve venire necessariamente dalla propria testa, è difficile...

 

12 Agosto > Dakhla - Laayoune (543 km)

Ho dormito bene, mi sento bene. Preparo tutto e scendo a pagare... Cazzo!!! Non accettano la carta di credito!!!! La tipa dice che non c'è connesione... Porcaccia la miseria! Non ho abbastanza contanti per pagare e ieri la banca non mi connetteva. Prendo la moto e giro un paio di banche, accettano sia VISA che MAESTRO, ma niente da fare, non mi dà i soldi. L'ultima banca mi dice che al mio hotel hanno la macchinetta per la carta di credito e che deve funzionare, dato che l'hanno installata proprio loro. C'è qualcosa che non mi convince, comunque torno all'hotel, ripeto la scenetta e mi dice di nuovo che non c'è connessione. Comincio a capire che la storiella della mancata connessione è una balla, e che sicuramente preferiscono i contanti, allora decido di "storiellare" anche io: dico alla tipa che sono un tecnico elettronico (in effetti è vero...) e che voglio controllare la macchinetta, dato che la saprei aggiustare (un po' meno vero...). Allora si fa una prova... olè, magicamente funziona!!! Insomma, ora è chiaro che lo fanno apposta, devo cercare di avere sempre contanti in tasca.

Parto che fa freddo, vento, ma niente sabbia, è una mattina stupenda. L'aria è tersa e limpidissima, il sole è sorto da poco dal deserto e i colori sono qualcosa di indescrivibile. Il deserto è fermo e ombreggiato, il cielo e l'oceano mostrano spettacolari variazioni di blu e celeste. Peccato che il vento sia molto forte e freddo. Vado a 80 perchè devo consumare poco.

Viaggiando sulla Transahariana si ridiventa parte di una fratellanza non detta, ma che esiste. Ci si saluta sempre, con i pochi mezzi che si incontra, e tutti mi fanno il cenno del pollice alzato, e nonappena mi fermo un attimo a mangiucchiare o a bere un sorso d'acqua, qualcuno si ferma a controllare che non ci siano problemi. Dal camionista, alla famiglia sul fuoristrada, al touareg sul suo vecchio Land Rover.

Devo fare di nuovo più di 300 km fino a Boujdour, e il vento spesso mi frena, perchè tira da nord. Sicuramente dovrò usare la benzina delle taniche, infatti dopo 170 km passo già in riserva, ma guarda caso, questa volta il distributore a metà strada con Boujdour ha la benzina, e quindi faccio il pieno. Davanti a me sta facendo benzina un uomo del deserto. C'è silenzio in giro, solo il rumore della pompa e il vento. Mentre la benzina scorre il suo sguardo si perde in lontananza, verso chissà quali pensieri. I molti segni di vita che ha sul volto nascondono la sua età, uomini che nascono e vivono qui, in un mondo dove non c'è niente di facile, ma il suo sguardo è sereno. Vorrei dirgli qualcosa, almeno un saluto, ma non lo faccio... e finito di fare il pieno, riparte verso sud. Ho perso un'occasione, ho perso il racconto di una vita...

Finalmente ho il pieno nel serbatoio, posso anche aumentare l'andatura, ma non troppo, perchè il vento a sfavore è veramente stancante, ore e ore con un vento continuo, frontale e laterale, continuamente, molto forte...

A Boujdour mi metto a chiacchierare con il benzinaio a nord della cittadina, mi parla della sua famiglia, dei suoi 5 figli, mi dice quanto guadagna, e quanto sia difficile tirare avanti. Dopodichè, con il suo Insh Allah, riprendo la strada per Laayoune.

Tornando verso nord, ai check point mi danno solo uno sguardo e mi salutano senza fermarmi, mi riconoscono, del resto non incrocio una sola moto da quando ho lasciato Carmine e Elena alla frontiera!

Arrivo a Laayoune che sono solo le 18 e 30, penso che potrei andare avanti, ma non mi conviene, le prossime cittadine in 300 km sono delle fetenzie, preferisco il 4 stelle del centro di Laayoune, almeno mangio in un posto igienico e alla fine tra la stanza e una bella cena spendo circa 50 euro.

Questa volta Laayoune mi appare più carina. Qui in centro è pieno di locali e di gente, cafè, ristoranti, pizzerie, all'andata ero probabilmente capitato troppo in periferia.

Dato che ho fatto pochi km, ma sono in un bel posto, posso pensare di riposarmi bene, e domani provare una tirata unica fino a Marrakech. Saranno quasi 900 km, che normalmente, in Europa, non sono un problema, ma qui sì! Ho ancora più di 400 km di deserto ventoso, poliziotti sempre presenti coi radar, e poi ci saranno le montagne dell'Atlante...

Non lo so, domani si vedrà.

 


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